Nome del sito*
Cisterna-ninfeo
Altri toponimi
Antichi
Contemporanei
Descrizione
Per quanto riguarda i materiali, la struttura è realizzata interamente in opus latericium, la cui qualità e regolarità dei filari sono tipiche dell'età antonina. Le pareti, come di consueto, presentano un nucleo in opus caementicium estremamente resistente per sopportare la pressione dell'acqua, mentre il loro interno era originariamente rivestito di cocciopesto (opus signinum), al fine di rendere le pareti stagne.
Passando alla pianta e alla volumetria, l'edificio è a pianta rettangolare (circa 9 x 7 metri) e in origine parzialmente interrato per mantenere la freschezza dell'acqua e sfruttare la spinta del terreno per contenerne il peso. La copertura è costituita da una volta a botte massiccia, in gran parte conservata, che garantiva la stabilità strutturale dell'intero volume interno. L'acqua entrava nella cisterna dalla parte alta, attraverso condotti in terracotta o in piombo (fistulae), inoltre la struttura prevedeva dei fori di "troppo pieno" per evitare che l'eccessiva pressione danneggiasse la volta, e un sistema di svuotamento sul fondo per consentire la pulizia periodica dei sedimenti calcarei.
La particolarità di questa cisterna sta nella sua trasformazione intenzionale in elemento decorativo, con le sue nicchie semicircolari e rettangolari aperte sulla fronte principale, che probabilmente dovevano ospitare statue o abbellimenti marmorei. Dalle nicchie, delle bocche consentivano la fuoriuscita dell'acqua per cascata, raccogliendosi in una vasca antistante - ad oggi non visibile - conferendo alla struttura l'aspetto di una fontana monumentale; a conferma del suo originario aspetto rifinito, sono ancora visibili tracce di cornici in cotto che profilavano gli archi e le linee di gronda.
Ad oggi sono visibili, per l'assenza dei marmi e degli intonaci che la decoravano, dei fori quadrati distanziati regolarmente: si tratta dei fori pontai, utilizzati di costruttori per inserire le travi di legno per montare i ponteggi durante l'edificazione.
Location Details
Regione
Lazio
Provincia
Roma
Comune
Roma
Località
Coordinates
Lat
41.86644
Lon
12.52652
Quota
30 m
Location Map
Modalità di posizionamento
da cartografia senza sopralluogo
Base cartografica
Google Maps
Qualità del posizionamento
High precision data (‘high’ is here intended as related to the scale of a regional research), such as sites identified with the complete cadastral reference or located with GPS devices (differential or hand-held GPS). Dati di alta precisione ('alta' è qui inteso in riferimento alla scala di una ricerca regionale), come i siti identificati con il riferimento catastale completo o localizzati con dispositivi GPS (GPS differenziale o portatile)
Landscape Characteristics
Physiography
Fisiografia
valle
Topographic References
Riferimenti topografici
La cd. Cisterna-ninfeo si trova nel settore nord-occidentale della Valle della Caffarella, non lontano da Largo Tacchi Venturi, in corrispondenza dell’incrocio tra via Latina e via Bartoloni; originariamente era situata nei pressi dell’antica via Latina, in corrispondenza del II miglio, in un punto in cui questa intercettava la via Asinaria, altro asse viario importante, che usciva dalla porta omonima. Faceva parte del vasto possedimento del Tropio di Erode Attico (II secolo d.C.), una enorme azienda agricola e residenziale che si estendeva tra la via Appia e la via Latina.
Inoltre, nel Catasto Gregoriano la Cisterna-ninfeo è presente con la definizione di “rudero” all’interno della particella 297 della mappa 161, vigna localizzata in vicolo della Caffarella (toponimo di età moderna presente nel medesimo catasto: indica il tracciato che ricalcava la via Asinara), di proprietà degli eredi della famiglia Muti Papazzurri e concesso in enfiteusi ai Monaci di S. Paolo.
Site Interpretation
Classification
Classe Funzionale*
infrastrutture
Tipologia
infrastruttura idrica
Sottotipologia
cisterna
Chronology
Cronologia*
Età Romano imperiale - -27 - 476
Grado di certezza della cronologia proposta
Probabile
Rapporto sito-ambiente
Site-Environment Relationship
Accettando l’interpretazione più probabile della struttura come serbatoio, che riceveva acqua da un acquedotto o da un serbatoio di maggiori dimensioni, il suo posizionamento in relazione all’ambiente si spiega per la presenza ravvicinata dell’acquedotto Antoniniano, che proveniva probabilmente dalla zona dell’attuale Stazione Tuscolana e attraversava la valle della Caffarella, così come per la sua cronologia, che combacia con quella della cisterna in questione. La struttura non era isolata, ma probabilmente funzionale al rifornimento d’acqua di una villa rustica, i cui resti sono stati individuati a ca. 150 m dal margine destro dell’attuale via Latina. La sua altitudine, di circa 25-30 metri s.l.m, significativamente inferiore rispetto al piano stradale della Via Appia Antica (circa 45-50 metri s.l.m.) era funzionale ad intercettare le acque sorgive o i condotti provenienti da livelli superiori, sfruttandone la pendenza; a sua volta però, la sua posizione rialzata rispetto ai giardini circostanti permetteva di alimentare i giochi d'acqua del Ninfeo sottostante senza l'ausilio di pompe, utilizzando semplicemente il principio dei vasi comunicanti.

Gli interventi ascrivibili alla terza fase, quella di età tardo-antica e medievale, rivelano la realizzazione di un impianto per la pigiatura non meccanica dell’uva, che trasforma quindi il serbatoio in un edificio utilizzato a fini produttivi, sicuramente, quindi, in relazione ad una vigna nei pressi. In quest’ottica, a sua volta, l’ambiente sotterraneo della cisterna-ninfeo potrebbe essere interpretato come cantina funzionale alla produzione di vino che si svolgeva all’interno dell’edificio.
Nel corso dell’ultima fase, quella di età contemporanea, la costruzione di un pavimento e la realizzazione di una copertura sono finalizzate all’utilizzo della struttura come ricovero occasionale, strategicamente in relazione agli assi viari dislocati a poca distanza.
Research History
Modalità di rinvenimento (prima scoperta)
resti materiali visibili nell'area
Project Information
Nome del progetto
Riscoperta di Antonio Nibby e Luigi Canina
Tipo di indagine
resti materiali visibili nell'area
Periodo
metà Ottocento

Linked Researches
Bibliografia (4)
TITOLO
The Bodleian Manuscript of Pirro Ligorio, in Journal of Roman Studies, London, p. 189
AUTORE
Thomas Ashby
ANNO
1919
DOI
TIPO
Manoscritto miscellaneo di natura antiquaria e cartografica
TITOLO
Parco Regionale dell’Appia Antica. Interventi di restauro e valorizzazione di alcune cisterne nella valle della Caffarella, in Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma
AUTORE
R. L. Asor, C. La Rocca, M. Marcelli, G. Marconi, C. Rossetti, A. Rossi
ANNO
2017
DOI
TIPO
Relazione archeologica, storica e tecnica di restauro
TITOLO
La prima parte della Via Appia da Porta Capena a Boville
AUTORE
Luigi Canina
ANNO
1853
DOI
TIPO
Trattato di archeologia e architettura
TITOLO
Atlante del Parco dell'Appia Antica
AUTORE
Ente Parco Regionale dell'Appia Antica
ANNO
2013
DOI
TIPO
Atlante territoriale
Immagini (1)
File Name
Type
Scale
Acquisition Date
Description
Format
Projection
Spatial Resolution
Author
Key Words
cisterna
Image
Notes
No notes recorded.
Archaeological Evidences (0)

No evidence linked to this site yet.