Descrizione
Cisterna romana si trova su Via Appia Pignatelli, che poco più avanti si dirama a sinistra della Via Appia, e prende il nome da Innocenzo XII, appartenente a questa famiglia, il quale la fece per congiungerla con la Via Appia Nuova, alla quale si immette tra il quarto e il quinto miglio. (Ashby, p. 179).
E situata tra la chiesa di Sant'Urbano e via dell'Almone. Di misure cca. 21 metri di lunghezza e quasi 7 metri d'altezza si tratta di una grossa struttura, a camera unica rettangolare all'esterno mentre all'interno ha pianta ellitica - con absidi terminali e la volta gettata su centina di tavole a due spioventi con un angolo quasi retto (l'armatura in legno che si fa per montare archi o volte). Si pensa che in origine sia stata interrata, per costenere al meglio le spinte dell'acqua conservata all'interno (URL: <https://www.parcoarcheologicoappiaantica.it/luoghi/via-appia-antica/cisterna-romana/>. Ultimo acesso: 6.6.2026). Raccoglieva l'acqua piovana poi utilizzata per l'irrigazione delle colture agricole (Tucci, p. 261).
E stata realizzata in opus signium, tipo di muratura ottenuro con pietre frantumate, allettate e costipate nella calce magra, che indica inoltre che in origine la cisterna non si alzava sulla collina, ma era incassata nel suolo. Tale durissimo calcestruzzo con scaglie di selce e priva di paramento (muro si rivestimento esterno) con uno spessore di 60 cm, segno che la cisterna era incassata nel suolo. Presente e anche un pavimento in cocciopesto impermeabile, a malta e frammenti di mattoni. La datazione dell' edificio probabilmente risale al 44 a. C. - 40 d. C. (URL: <https://www.romanoimpero.com/search?q=cisterna+grande&_gl=1*1xc3cyf*_ga*ODE0Njk5MzM2LjE3ODA2ODE5MzI.*_up*MQ..>. Ultimo acesso: 6.6.2026).
Nella parte bassa dei muri esterni sono visibile tracce di murature successive alla costruzione (un bordo in blocchi di tufo), molto probabilmente usate come rinforzo dopo gli sbancamenti (''Cisterna romana'' sul sito nazionale di Parco archeologico dell'Appia Antica, vedi link sopra). Anche un muro perimetrale eseguito in modo imperfetto era costruito sopra il tetto piano che veniva sopra la volta.
Il sbancamento del terreno circostante sia avvenuto tra la tarda eta imperiale e il primo Medioevo, molto probabile al tempo dell'imperatore Massenzio (306 d.C.-312 d.C.) per realizzare la grande piattaforma su cui poggiano il circo e il palazzo, che sorgeva oltre l'Appia Pignatelli. Guardando poi il poggetto ad est, rivolto al fiume Almone, si vedono tre lecci secolari, ultimo sparuto residuo di un folto boschetto creduto nel Settecento quello sacro di Egeria, una ninfa che la tradizione antica ricorda come ispiratrice del re Numa Pompilio, che in quel bosco si sarebbe ritirato per elaborare la legislazione di Roma (Quilici, 1976, p. 42).
Nel corso dei secoli, dopo essere stata abbandonata, la struttura venne riutlizzata come magazzino o abitazione (cf. la fotografia di Parker in G. Tomassetti, 1979, p. 97), oppure forse come torre di avvistamento e difesa, come lascerebbero intuire le merlature presenti nella parte superiore. Oggi della struttura originaria resta solo il nucleo. Si vede ancora oggi lungo il sentiero dalla cisterna alla chiesa di Sant'Urbano bel panorama verso la villa di Massenzio e la tomba di Cecilia Metella.