La ricerca esamina il monumento a torre noto come Sepolcro di Geta, situato all’inizio del secondo miglio della Via Appia Antica presso la valle del fiume Almone. L'identificazione originaria proposta nel 1853 da Luigi Canina, che associava il nucleo di cementizio al figlio di Settimio Severo assassinato nel 212 d.C., non è ad oggi accettata. Sulla base della tecnica edilizia la struttura viene al contrario datata alla prima età imperiale. Il sito si trova in un settore cruciale del suburbio romano, prossimo al fiume Almone, che costituiva una linea di demarcazione territoriale, culturale e religiosa in antichità. Il presunto sepolcro si configurava quindi come un importante monumento in un’area di transizione tra lo spazio propriamente urbano e la successiva dimensione extraurbana della via.