Nome del sito*
Sepolcro di Geta
Altri toponimi
Antichi
Contemporanei
Tomba di Geta
Descrizione
Nel 1853 Luigi Canina nel volume "Della Via Appia da Porta Capena a Boville" identifica il Sepolcro di Geta, il figlio di Settimio Severo assassinato nel 212 d.C., nella struttura a torre ricostruita a corpi sovrapposti di dimensioni decrescenti. Ciò che resta è soltanto il nucleo in cementizio e i fori grazie ai quali presumibilmente foderare la costruzione con lastre di marmo. Al di sopra vi è un'abitazione privata che rende il monumento inaccessibile. In generale si conosce poco del sito a causa della mancanza di indagini archeologiche nell'area. Alla base dell'attribuzione a Geta, Canina cita un passo di Sparziano in cui l'autore descriveva la struttura come quella che, decorata sul tipo del Septizodium, si posizionava sulla Via Appia Antica alla destra di chi si avvicinava alla porta della città. Ad oggi tale attribuzione viene considerata infondata ritenendo che quanto scritto da Sparziano, o comunque dal biografo di Geta nell'Historia Augusta, non sia ragionevole a causa di un'interpretazione errata delle fonti che parlavano del Septizodium (ad es. Cassio Dione), inducendo lo stesso Canina in errore. Inoltre, vista la tecnica costruttiva, si ritiene che il Sepolcro sia databile alla prima età imperiale. Quanto alla sepoltura dei Severi si pensa, in base alle fonti, che stati sepolti nel Mausoleo di Adriano.
Location Details
Regione
Lazio
Provincia
Roma
Comune
Roma
Località
Coordinates
Lat
41.86776
Lon
12.50289
Quota
15 m
Location Map
Modalità di posizionamento
da bibliografia/cartografia storica/fonti d'archivio/fonti orali
Base cartografica
Google Earth
Qualità del posizionamento
Spatial precision smaller than 100 m, such as sites recoded on the K717 series with MGRS 6-figures coordinates. The centroid of the defined polygon will be recorded in the database. Precisione spaziale inferiore ai 100m.
Landscape Characteristics
Physiography
Fisiografia
valle
Topographic References
Riferimenti topografici
Il Sepolcro di Geta è situato all'inizio del secondo miglio della via Appia Antica. Si trova sulla sinistra percorrendo la strada in uscita da Roma, appena oltrepassato l'Almone. Il fiume è visibile a destra e a sinistra subito prima della sede del Parco Regionale dell'Appia Antica che non a caso era un'ex cartiera, la Cartiera Latina, una delle più grandi del centro - sud non più funzionante dal 1986. Proseguendo oltre il Sepolcro per poco più di 100 m, sulla destra si trova il Sepolcro di Priscilla e avanti sulla sinistra la Chiesa del Domine Quo Vadis.
Site Interpretation
Classification
Classe Funzionale*
area funeraria
Tipologia
sepoltura collettiva
Sottotipologia
deposizioni-gruppo familiare
Chronology
Cronologia*
Età Romano imperiale - -27 - 476
Grado di certezza della cronologia proposta
Probabile
Rapporto sito-ambiente
Site-Environment Relationship
Il sito si trova sulla Via Appia Antica nella valle del Fiume Almone nel tratto definito che può essere definito semita e non ancora via recta che al contrario prende avvio a partire dalla formazione dei depositi vulcanici dei Colli Albani e dalle colate di Capo di Bove. Il sito doveva quindi essere ancora nel tratto considerato suburbio nella Roma di età imperiale. il c.d. Sepolcro di Geta (anche detto Tomba di Geta) poteva forse essere particolarmente visibile prima della costruzione dall'attuale Porta S.Sebastiano da cui, uscendo da Roma, attualmente si scende per circa 15 metri s.l.m prima di arrivare al Sepolcro. La pavimentazione della via in corrispondenza del sito, che nascerà soltanto in età imperiale, doveva essere avvenuta già nella prima fase del 296 a.C. (la seconda fase coprirà il segmento dal Santuario di Marte fino a Bovillae nel 292 a.C.). Oltre alla visibilità del Sepolcro, il posizionamento accanto al fiume Almone doveva forse rendere la Tomba di Geta una struttura di rilievo considerato il valore simbolico che il fiume stesso rappresentava. Stazio, descrivendo il Sepolcro di Priscilla, parla di un luogo della valle posto di fronte alla città: per analogia la Tomba di Geta, di 100 metri circa più vicina a Roma, era quindi anch'essa di fronte alla città, in un luogo visibile pur non essendo sulla via recta quale era percepita allora. Sempre la vicinanza del fiume rende l'area simbolica in quanto punto di confine e luogo di passaggio da una dimensione all'altra, e forse la contiguità rendeva il Sepolcro una delle strutture ben identificabili tra quelle legate alla transizione dalla dimensione urbana a extraurbana. Gli stessi Cataloghi Regionari individuano nel fiume Almone uno dei limiti della Regio I augustea, qualificando l'area come un punto di confine formalizzato sul piano amministrativo. Considerando il fiume come linea di demarcazione territoriale a prescindere dai confini amministrativi di età augustea, si può risalire al IV secolo a.C. ancora prima della prima costruzione della Via Appia (che tradizionalmente risale al 312 a.C. con la censura di Appio Claudio Cieco) per la fondazione del Santuario di Marte che da Ennio in poi è identificato come luogo di unione tra Marte stesso e Rea Silvia, marcando l'area come scenario fondativo della storia di Roma. Il Santuario non è stato archeologicamente ancora documentato perché il tratto di Via Appia corrispondente non è mai stato oggetto di scavi eccetto un'indagine del 1970 in cui furono individuate strutture repubblicane, e lo scavo, attualmente in corso, nell'ambito del Progetto Appia Antica 39 che si pone l'obiettivo di indagare proprio il primo tratto extra murario della Via Appia Antica. Inoltre, Il fiume Almone era di per sé un corso d'acqua sicuramente ben riconoscibile nell'antichità visto che era il terzo di Roma per importanza nonché luogo di rituali, il più conosciuto dei quali, grazie a Ovidio, è quello del lavaggio della Pietra Nera simbolo della Magna Mater a partire dalle fasi finali della Seconda Guerra Punica. Da un punto di vista funzionale, la prossimità del Sepolcro di Geta al fiume doveva anche rendere più semplice la manutenzione di eventuali aree circostanti adibite a giardini funerari proprio grazie alla presenza dell'acqua. Nel tempo il sepolcro perde la sua funzione originaria così come l'ambiente circostante afflitto da rischi di varia natura: con riguardo alla casa attualmente posta sui resti in cementizio, già nel XVI secolo abitazioni private ("casalini") sostituiscono le torri medievali per ripararsi dalla pianura malarica e dal brigantaggio.
Research History
Modalità di rinvenimento (prima scoperta)
resti materiali visibili nell'area
Project Information
Nome del progetto
Tipo di indagine
Periodo

Linked Researches
Bibliografia (5)
TITOLO
La Prima parte della Via Appia da Porta Capena a Boville
AUTORE
Luigi Canina
ANNO
1853
DOI
TIPO
TITOLO
Roma e dintorni
AUTORE
Filippo Coarelli
ANNO
2014
DOI
TIPO
TITOLO
Lexicon Topographicum Urbis Romae Suburbium (Vol.5)
AUTORE
E.Papi
ANNO
2008
DOI
TIPO
TITOLO
The Roman campagna in classical times
AUTORE
Thomas Ashby
ANNO
1927
DOI
TIPO
TITOLO
Laboratorio archeologico Appia Antica 39. Un paesaggio di confine tra città e suburbio di Roma
AUTORE
Rachele Dubbini, Jessica Cle, Francesca Romana Fiano, Matteo Lombardi, Enzo Rizzo, Fabio Turchetta
ANNO
2023
DOI
TIPO
Altra documentazione (1)
NOME
Patrimonium Appiae
AUTORE
Francesca Romana Paolillo, Mara Pontisso, Stefano Roascio (a cura di)
ANNO
2022
Immagini (1)
File Name
Il sepolcro di Geta oggi
Type
Scale
Acquisition Date
Description
Il Sepolcro di Geta visto frontalmente dalla Via Appia Antica
Format
Projection
Spatial Resolution
Author
Archivio PAAA
Key Words
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Notes
No notes recorded.
Archaeological Evidences (0)

No evidence linked to this site yet.